Il nostro istituto possiede un gran numero di strumenti di Fisica sia di tipo didattico sia di ricerca. La presenza in un Liceo di una collezione così singolare e preziosa
è dovuta alla quasi bicentenaria
storia di questo istituto. Si tratta di strumenti di Fisica di alto livello, di grande bellezza e raffinatezza costruttiva.

Il laboratorio di Fisica nacque ad opera del
Cav. Prof. Emmanuele Taranto Rosso che, tra l'altro, importò da Parigi alcune macchine necessarie per lo studio della Fisica.
Per molti decenni, grazie all'opera dei docenti che si sono avvicendati alla cattedra di Fisica, il Laboratorio di Fisica ha assolto a un importante duplice compito. Da un lato offrire agli studenti un valido aiuto pratico a quanto veniva affrontato teoricamente attraverso un gran numero di apparati di grande efficacia didattica. Dall'altro, sicuramente, è stato il teatro in cui si è svolta la ricerca scientifica, portata avanti con regolarità dai vari docenti di Fisica data l'importanza che il ginnasio di Caltagirone rivestiva in Sicilia orientale.
I docenti commissionavano a particolari artigiani la costruzione di un gran numero di strumenti di elevata qualità e precisione per l'epoca, in modo da tenersi sempre al passo con le nuove scoperte sia in ambito teorico che strumentale. Si deve anche osservare che all'epoca il governo borbonico adottò nei confronti del Liceo una politica illuminata, cercando di soddisfare le richieste d'acquisto inoltrate dai docenti, non solo di Fisica. Da qui il numero così elevato di strumenti posseduti dall'istituto.
Degli antichi strumenti superstiti un numero rilevante è in ottimo stato di conservazione e in buona parte ancora oggi funzionante.
Il Liceo, inoltre, possiede un antichissimo e prezioso erbario, diversi animali impagliati e molti campioni di rocce e conchiglie.
La funzione del Museo, oltre che esporre al pubblico un patrimonio di alto valore non solo scientifico, ma anche estetico e storico che altrimenti sarebbe accessibile a poche persone, vuole essere di stimolo soprattutto ai giovani verso l'interesse per la scienza e per la storia. Il Museo si propone, infatti, anche come centro di studio e di ricerca: un ricco patrimonio di testi e di documenti permette ricerche nel campo della storia della Scienza e della didattica dei secoli passati.
Gli apparecchi del Liceo appartengono a un particolare passato della Fisica in cui gli strumenti (anche se meno precisi degli equivalenti moderni, ma assai curati esteticamente) possedevano l'innegabile pregio didattico di far ancora vedere come funzionavano. Se poi si considera che in certi casi si tratta dei primi prototipi dai quali poi ne nasceranno altri più perfezionati e precisi fino a quelli odierni, il particolare percorso nella storia della Fisica tra "scienza e arte" offerto dal Museo al visitatore acquista maggiore importanza.
Sono molteplici i benefici sia culturali sia didattici che gli studenti del Liceo possono trarre dalla presenza e soprattutto dall'utilizzo degli strumenti del vecchio Laboratorio di Fisica.
I moderni strumenti di Fisica anche didattici spesso si presentano come delle misteriose "scatole chiuse" dalle quali entrano ed escono fili, si accendono lucette multicolori e si leggono cifre da un display. Il modo di funzionare resta segretamente celato entro la scatola o nel complicato circuito integrato al suo interno. Così è ben difficile "vedere" l'antico strumento d'origine.
Per prima cosa si può conoscere, osservando la collezione nella sua interezza, un vero e proprio stile costruttivo che lega tra di loro tutti gli strumenti e che tra l'altro si riscontra anche nei pezzi delle collezioni universitarie. Essi sono infatti il frutto del lavoro di eccellenti artigiani, dal raffinato gusto artistico, i quali all'epoca concepivano uno strumento didattico non solo come un oggetto costruito esclusivamente per dimostrare certi principi o fenomeni fisici, ma anche come un vero e proprio pezzo da collezione di cui curare quindi, secondo il gusto del tempo, pure i particolari per così dire secondari. Non si esagera affatto dicendo che la semplice osservazione degli strumenti solo dal punto di vista artistico, ancor prima che scientifico, è di per sé un interessante percorso, un po' particolare ma, forse, per questo ancor più stimolante, nella storia dell'arte.
Dal punto di vista fisico poi l'efficacia didattica di questi apparati è notevole. Infatti da un lato alcuni strumenti hanno l'enorme pregio di mettere in luce molto bene l'essenza di un fenomeno con mezzi di per sé assai semplici e per niente sofisticati. Dall'altro lato ci sono strumenti in cui un certo fenomeno o principio è utilizzato in modo a dir poco originale: in questo caso l'intento di stupire e di costringere l'osservatore a sforzarsi di trovare una spiegazione plausibile è palese e didatticamente molto importante.
Dopo aver visto questi particolari strumenti in funzione, gli studenti sono stimolati dal docente a formulare, alla luce di quanto spiegato in classe dal punto di vista teorico, dei perché accettabili in base a precise leggi e/o principi fisici. Ciò rivela essere un esercizio mentale di deduzione logica e di ragionamento di enorme importanza che va a notevole vantaggio della didattica, poiché in questo caso gli studenti non sono degli spettatori passivi, ma attivi.
Il Museo di Fisica e Scienze è stato realizzato tra l'A.S. 2005-2006 e l'A.S. 2006-2007. Prima di tale data gli strumenti del Laboratorio di Fisica si trovavano posizionati in circa 20 armadi di legno. Gli armadi sono stati restaurati e successivamente in essi sono stati riposizionati, dopo un'accurata pulizia, gli strumenti.