Che forma ha il futuro quando a raccontarlo sono ragazze e ragazzi?
Può essere un desiderio, una paura, un obiettivo, una domanda ancora senza risposta. Può sembrare lontano e, allo stesso tempo, essere già presente nelle scelte che facciamo ogni giorno. È da queste domande che è nato il contributo della classe 5^BL dell’Istituto Superiore “Secusio” di Caltagirone al progetto promosso da Lœscher Editore per la realizzazione dell’Agenda Scuola Amica 2026/2027 – La ricerca, dedicata quest’anno al tema del futuro.
Agli studenti e ai docenti delle Scuole Amiche è stato chiesto di fermarsi a riflettere sul domani e di trasformare pensieri, domande e discussioni in brevi testi.
La 5^BL ha raccolto la sfida: tutti i 18 studenti della classe hanno partecipato con una propria riflessione e le loro parole sono state pubblicate nell’Agenda insieme ai contributi provenienti dalle altre Scuole Amiche.
Tra queste voci, il futuro appare innanzitutto come uno spazio di possibilità. Giorgia Giaquinta racconta la paura di perdere sé stessa e di compiere scelte irreversibili, ma anche l’emozione di «crescere, cambiare, rinascere». Una prospettiva che la porta a una consapevolezza precisa: «il futuro non è ciò che avverrà, ma ciò che scelgo di diventare passo dopo passo».
Anche Samuele Giarratana mette in discussione l’idea del futuro come semplice traguardo da raggiungere: se prima pensava che significasse «raggiungere un obiettivo», oggi lo associa soprattutto «alla costanza e alla voglia di lottare per raggiungerlo». Il domani, dunque, non è soltanto qualcosa che ci aspetta, ma anche qualcosa che si costruisce nel tempo.
Ma il futuro non riguarda solo ciò che saremo: riguarda anche le persone che vorremo accanto. Per Dewmina Palihawadana è «una stanza vuota»: sappiamo che dovremo arredarla, ma non sappiamo ancora chi vorremo farci entrare. E forse proprio nell’incertezza si nasconde una delle difficoltà più profonde della crescita, perché, come scrive, «crescere non è trovare risposte, ma imparare a convivere con le domande che non smettono di farci male».
C’è poi chi sceglie di ridimensionare il peso del domani per tornare al presente. Karol Pozzo osserva che pensare troppo a un tempo ancora incognito può alimentare paure che forse non diventeranno mai reali e invita quindi a «concentrarsi sul presente, cogliere l’attimo, vivere giorno dopo giorno». Una riflessione che restituisce al presente il suo valore: è qui che il futuro, giorno dopo giorno, comincia a prendere forma.
Sono solo alcune delle 18 voci della classe, diverse per immagini, emozioni e prospettive, ma tutte accomunate dal desiderio di interrogarsi sul futuro.
Accanto alle voci degli studenti, l’Agenda ospita anche quelle del Dirigente Scolastico dott.ssa Concetta Mancuso e della docente Valentina Torrisi.
La Dirigente invita a vivere pienamente il presente, perché «vivere con intensità, gioia e impegno il tempo presente a qualunque età, libera la persona dall’angoscia di un futuro con un orizzonte sempre più limitato».
La docente affida invece al futuro una certezza legata alla scuola: «Nel mio futuro vivranno sempre tutti gli alunni incontrati lungo il mio cammino da insegnante». I loro sorrisi, le loro domande, gli abbracci e i momenti condivisi continueranno così a far parte di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che sarà.
Un piccolo frammento di una classe di Caltagirone è così entrato in un progetto condiviso con le Scuole Amiche di tutta Italia e torna oggi nel nostro Istituto attraverso le agende che accompagneranno il nuovo anno scolastico.

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